di Silvana Raffa

Sono trascorsi pochi giorni dalla benedizione dell’icona del Crocifisso donata dalla signora Flora Targi alla Chiesa parrocchiale Santa Maria del Rosario di Furci Siculo  e commissionata dal parroco Don Massimo Briguglio  all’iconografo romano Ivan Polverari. Il rito di benedizione è stato svolto durante la celebrazione eucaristica del 12 marzo 2017 delle ore 18:00, presieduta da S. E. Rev. Mons. Giovanni Accolla Arcivescovo Metropolita di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela.

Locandina dell’evento

L’icona del Crocifisso  è stata dettagliatamente studiata in relazione al contesto architettonico di stile neogotico e progettata per essere posizionata sospesa in corrispondenza dell’altare, luogo del sacrificio di Cristo. Il dipinto è stato eseguito su un supporto a croce di tiglio gessato delle dimensioni di 100 x 165 cm, mediante l’antico metodo bizantino della tempera al tuorlo d’uovo.

Icona del Crocifisso

La stesura del colore presenta campiture con delicati passaggi di tono volti a modellare morbidamente i volumi. Più che le linee di contorno, a definire le forme interviene la luce propria delle lumeggiature, capaci di far emergere con decisione la figura di Cristo dal fondo. L’esecuzione ha previsto anche il ricorso alla stesura della foglia d’oro sul bolo armeno, tecnica nella quale il maestro Polverari ha trattato l’oro più come un colore che come un metallo, rendendolo parte organica della pittura stessa.

Particolare del panneggio

Nella realizzazione del Crocifisso, l’iconografo romano ha tratto ispirazione dall’affresco raffigurante il medesimo soggetto in uno dei più antichi luoghi di culto dedicati a Maria: la basilica di Santa Maria Antiqua al Foro Romano nella quale hanno lavorato maestranze bizantine dal VI all’ VIII secolo d.C..

Affresco della Crocifissione di Santa Maria Antiqua

Come a Santa Maria Antiqua, infatti, anche  il Crocifisso di Polverari ci colpisce per la scelta di rappresentare la figura di Cristo vestita con il tipico abito di porpora dell’imperatore romano, denotando come l’ unico ad essere degno di indossare quest’abito fosse proprio il Cristo. E’ pertanto che la sua figura ci appare regale: Egli è il Cristo Signore e Giudice, il Kyrios (Κύριος), ma  è anche Colui che offre se stesso al Padre, e quindi il Cristo Sacerdote presente della Parousìa (παρουσία), Colui  che vedremo quando tornerà nella Sua Gloria, come descritto negli atti degli Apostoli.

Particolare della corona

Analizzando l’icona  a partire dalla sommità, come nelle rappresentazioni martiriali, anche nella parte superiore del Crocifisso è presente  la corona di Apocalisse 2,12: è la corona della fedeltà alla parola del Padre, rappresentata retta dalla mano ed indicativa di una triplice valenza: Regale, Sponsale, Fedele.  Regale perché Cristo è Re; Sponsale perché dal fianco squarciato del Cristo morto nasce la Chiesa, Sua Sposa ed infine Fedele perché vi è l’approvazione di Dio: non a caso, infatti, è Gesù il martire fedele per eccellenza.

Particolare del mezzo busto

Al di sopra della corona appaiono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco. E’ Cristo stesso che si definisce così nell’ultimo libro della Bibbia “Io sono l’alfa e l’omega( greco Koinè :  “γ τ Α κα τ Ω” ), nell’Apocalisse di Giovanni  (versetti 1,8 – 21,6 – 22,13). Nella sezione sottostante la corona, invece, è possibile notare la scelta di sostituire la scritta che Pilato ordinò di appendere al di sopra del capo di Cristo “ Gesù il Nazareno Re dei Giudei” con l’iscrizione cristiana in greco “Il Re della Gloria” per sottolineare, come affermato dallo stesso maestro Polverari, la regalità e l’assoluta Signoria di Cristo. Sotto tale iscrizione, sul nimbo sono state dipinte le scritte “IC  XC”: le prime e ultime lettere del nome di Gesù Cristo in greco.

Il Crocifisso  rappresenta fondamentalmente  l’idea giovannea del Cristo in croce, il Cristo glorioso, come testimoniato dall’ulteriore iscrizione posta  sotto le braccia della croce che recita “Dal legno della Croce il Signore regna”. E’ proprio così che vediamo  il Signore , come quando tornerà, piagato e sul suo trono (la sua croce), ma soprattutto vivo: è questa la motivazione fondamentale delle scelte del dipinto.

Particolare del braccio sinistro

Oltre che esatto riferimento al passo evangelico in cui si narra la morte di Cristo, il fianco squarciato sottolinea il nesso con l’Eucaristia ed il Battesimo: nell’inno dei vespri del tempo di Pasqua, infatti, si legge “dal fianco squarciato effondi sull’altare i misteri pasquali della nostra salvezza“, rivelandoci il significato più profondo della scelta di posizionare il Crocifisso sospeso sull’altare.  Il richiamo all’acqua del Battesimo torna anche nelle ondine dipinte lungo il bordo scuro che delimita il fondo in oro.

Particolare del Volto

Nella complessità dell’opera, l’assetto compositivo appare dinamico: Cristo nella sua figura intera è posto frontalmente, rivolgendo il suo sguardo verso l’assemblea dei fedeli. L’ anatomia, oltre che rappresentazione ideale della bellezza fisica di Gesù, mira a rivelarci la sua perfezione spirituale. Il volto di Cristo, espressivo ma al tempo stesso pieno di mistero, conferma uno dei tratti distintivi delle opere del maestro Polverari.